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Un codice di condotta per la Grande distribuzione |
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News -
Agricoltura
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(11 dicembre 2009) La Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni ha approvato ieri, con voto unanime, una proposta di governo incentrata sul "codice di condotta", una sorta di codice di comportamento che in futuro potrebbe regolamentare i rapporti tra agricoltori e grande distribuzione italiana.
Il codice, discusso su richiesta dell'assessore all'agricoltura della Regione Emilia-Romagna Tiberio Rabboni, prevede tra le altre cose tempi di pagamento concordati entro un termine massimo; prezzi minimi netti che coprano almeno i costi di produzione, ma anche "angoli del contadino" gestiti direttamente dai produttori agricoli del territorio, per la vendita di frutta e verdura a km zero.
Una serie di buone pratiche che la GD è chiamata ad adottare come "segnale di collaborazione e di responsabilità sociale" e che, spiega Rabboni, va a bilanciare "il diverso potere contrattuale che esiste tra la grande distribuzione e il mondo agricolo".
"Il codice di condotta che ho proposto - continua Rabboni- tenta di correggere almeno in parte questo squilibrio, in linea peraltro con le indicazioni date dallo stesso Parlamento europeo e con la discussione in corso in molti paesi dell'Europa alle prese con gli stessi problemi. Vorrei anche ricordare che in Italia si è già espressa positivamente al riguardo l'Autorità garante della concorrenza e del mercato." Il codice prevede anche l'obbligo di contratti scritti con condizioni di fornitura definite in dettaglio, compresi sconti e ristorni, e promozioni non più unilaterali ma concordate, anche in relazione a particolari congiunture climatiche o produttive.
Inoltre, le catene distributive che accetteranno volontariamente di adottare queste pratiche commerciali, potrebbero ricevere "premi" dal Governo sotto forma di vantaggi di carattere fiscale o di iniziative di comunicazione che evidenzino la responsabilità sociale delle catene aderenti.
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