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(9 luglio 2009) Ecco il testo del comunicato pubblicato da CIA Emilia-Romagna, riguardante la posizione dell'Associazione Nazionale Pensionati in merito all'approvazione della legge sull'immigrazione clandestina.
Un pacchetto di misure, quello preso dal governo, che genera una serie di pesanti conseguenze per gli anziani e per le persone "irregolari" da cui spesso sono assistiti.
E’ a rischio l’assistenza per tanti nostri anziani
Anche in Emilia Romagna la non autosufficienza coinvolge tanti anziani e tante famiglie toccando numeri ed indici non irrilevanti. In questa regione abbiamo, è vero, una buona rete di servizi che danno una sostanziale risposta sia attraverso il sostegno economico alle famiglie che assistono in casa il proprio anziano, sia con l'assistenza domiciliare, sia con servizi residenziali come le case protette e le residenze socioassistenziali e semi residenziali, come i centri diurni. Altri servizi e sostegni vengono erogati dai Comuni, dai Distretti socio-sanitari e dalla sussidiarietà.
Tuttavia rilevante è la presenza delle assistenti famigliari (badanti) specie straniere anche perché, talvolta, le famiglie tendono o preferiscono affrontare la questione in casa e da sole. Così avviene prevalentemente nelle famiglie agricole e rurali.
Talvolta l'assistente familiare è "irregolare", non avendo il permesso di soggiorno anche per aspetti e lungaggini burocratici, non già per volontà o per eludere o per altro. Non è un caso che in Italia una badante su quattro sia irregolare e che, nel settore, il lavoro nero sia prevalente.
Con la recente legge sulla sicurezza, che punisce non solo gli ingressi ma anche la permanenza, quindi anche chi è già presente e non in regola, tante famiglie sono nei guai, rischiano di essere denunciate e perseguite. Le assistenti "irregolari" perciò ora vivono nell'angoscia e nella paura e gli anziani rischiano di perdere la loro preziosa opera.
Occorre affrontare e risolvere questo problema mettendo al centro i diritti fondamentali della persona, compresi quelli degli immigrati, siano pur essi clandestini, perché prima di tutto sono anch'essi PERSONE.
Come ANP dell'Emilia Romagna esprimiamo, innanzitutto, la nostra solidarietà e vicinanza alle famiglie che vivono il dramma della non autosufficienza, ricordando loro che gli uffici CIA sono a disposizione per il disbrigo di qualsiasi pratica burocratica. Chiediamo al governo di porre immediato rimedio alla situazione creata, permettendo la sollecita regolarizzazione di tali lavoratrici, che sono diventate una parte fondamentale del sistema socioassistenziale regionale.
PRESIDENTE ANP-CIA EMILIA ROMAGNA
CARLO PRUDENTE
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